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Rachitismo infantile: significato, sintomi e prevenzione

prevenire il rachitismo infantile - bambina orientale con braccia alzate e bicchiere in mano

Il rachitismo è una rara patologia delle ossa, che si manifesta principalmente durante l’infanzia ed interessa sia donne in gravidanza che bambini in fase di crescita, soprattutto in paesi colpiti da gravi problemi di malnutrizione. In generale, il rachitismo nei bambini non è una patologia che ricorre frequentemente nei paesi occidentali perché l’attenzione alla nutrizione e i frequenti controlli pediatrici ne rendono difficile la comparsa. Vale comunque la pena conoscerla meglio e sapere quali fattori ne sono la causa, come prevenirla e come curarla.

Cos’è il rachitismo infantile

Il rachitismo infantile è una patologia che coinvolge lo scheletro e si può manifestare in età pediatrica a causa della mancanza di calcio, fosforo e/o vitamina D, rendendo le ossa più fragili e potenzialmente soggette a deformità, nel caso in cui i primi sintomi venissero trascurati.

Il rachitismo raramente si manifesta nei primi mesi di vita: la fascia d’età più esposta è infatti quella dei neonati tra i 6 e i 24 mesi, fase durante la quale le ossa crescono velocemente e si sviluppa definitivamente l’apparato muscolo-scheletrico. Le circostanze che, nella maggior parte dei casi, provocano l’insorgenza di rachitismo sono la carenza di vitamina D durante la gestazione (in questo caso, i sintomi si manifestano nel neonato già nei primi tre mesi di vita) e una non adeguata esposizione al sole dei lattanti.

Diverso è invece il rachitismo ipofosfatemico, un tipo di rachitismo resistente alla vitamina D. Si tratta di un’anomalia genetica, indipendente quindi da problemi legati alla nutrizione, la cui principale conseguenza è l’indebolimento delle ossa e la conseguente comparsa di dolore articolare cronico. Questa forma di rachitismo può essere diagnosticata attraverso analisi del sangue specifiche e radiografie ed è caratterizzata da bassi livelli nel sangue di fosfato, un minerale necessario alla formazione e al rafforzamento delle ossa.

Sintomi del rachitismo infantile

Quali sono i campanelli di allarme che possono far temere l’insorgere del rachitismo? Ecco i sintomi più comuni:

  • Irrequietezza e indole paurosa
  • Aumento della sudorazione
  • Dolore alle ossa e alle articolazioni
  • Spossatezza
  • Crampi, debolezza muscolare e affanno
  • Ritardo nella crescita e nello sviluppo psicomotorio
  • Problemi durante la fase della dentizione
  • Deformità craniale, gambe incurvate, ingrossamento dell’unione delle costole con lo sterno
  • Maggiore tendenza a contrarre infezioni
  • Convulsioni o contrazione involontaria dei muscoli in casi molto gravi

Il consiglio è di consultare immediatamente il pediatra di fiducia all’insorgere dei primi sintomi sospetti, in quanto le deformazioni scheletriche si manifestano come sintomi tardivi e possono essere prevenute mediante una diagnosi precoce, seguita da terapia adeguata, sempre monitorata da specialisti di medicina infantile.

Come prevenire il rachitismo infantile

Per prevenire il rachitismo infantile è indispensabile seguire un’alimentazione corretta e bilanciata, che garantisca l’apporto adeguato di nutrienti e di vitamine sia durante la gravidanza, sia durante il primo anno di vita del bambino. Inoltre, è fondamentale una regolare esposizione alla luce solare, poiché è grazie ai raggi solari che sia adulti che bambini si assicurano una regolare sintesi della vitamina D.

Durante i mesi invernali, spesso risulta più difficile restare all’aria aperta per il tempo necessario a fare il pieno di Sole. In questo caso, ci si può affidare ad alimenti che sono ottime fonti di vitamina D, capaci di fornire il corretto fabbisogno giornaliero.

Vitamina D2 e vitamina D3

Quali sono le differenze tra vitamina D2 e vitamina D3? Il termine vitamina D è un termine generico, che comprende le due diverse forme che si trovano principalmente in natura: la D2, di origine vegetale, e la D3, di origine animale o che si forma attraverso l’esposizione della pelle alla luce del Sole. Secondo studi recenti pubblicati sull’American Journal of Clinical Nutrition, la vitamina D3 sarebbe molto più efficace se paragonata alla D2.

Ecco un elenco che racchiude alcuni cibi ricchi di vitamina D che possono essere inseriti gradualmente e in piccole quantità anche nell’alimentazione dei bambini:

  • Pesce spada
  • Sgombro e tonno
  • Salmone
  • Gamberi
  • Burro
  • Formaggi grassi
  • Uova (solo il tuorlo)
  • Funghi

Qualora l’alimentazione e la giusta esposizione al sole non fossero sufficienti, è possibile ricorrere all’aiuto di integratori di vitamina D in gocce, da somministrare per via orale.

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